Talvolta Dio si nasconde



Viveva in Libano un uomo assai pio. La sua santità era ben nota nei Paesi arabi e le sue azioni straordinarie erano famose. Un giorno si recò alla moschea principale di Damasco. Stava facendo le abluzioni sull’orlo della vasca detta “della calce” quando gli scivolò il piede e cadde in acqua. A stento riuscirono a salvarlo.
Finita la preghiera, uno dei suoi amici gli disse: “Ho un dubbio da chiarire”. “Quale?”. Mi ricordo che tu, o shaykh, hai camminato sul Mare Occidentale e il tuo piede non si è bagnato. Oggi, invece, come mai sei quasi annegato in quest’acqua così poco profonda?”.
Il vecchio si raccolse a pensare e dopo una lunga riflessione alzò la testa e disse: “Non hai sentito che Maometto – su lui la pace! – ha detto: «Vi sono momenti in cui sono così unito a Dio che né il suo angelo prediletto né il profeta da lui inviato riescono a distrarmi?». Egli non ha detto: «Sono sempre unito a Dio», bensì che in quei momenti non si interessava né di Gabriele né di Hafsa né di Zaynad [mogli del profeta]. La visione di Dio di cui godono i giusti è fatta di rivelazioni e oscurità. È una visione che appare e scompare”.
Mostri il tuo volto e ti nascondi,
rifornisci il tuo mercato e accendi le nostre brame.
Contemplo faccia a faccia Colui che amo,
poi non so che mi succede e mi smarrisco.
Accende il fuoco, poi getta acqua e lo spegne:
ecco perché vedi che brucio e annego.
(tratto da: Sa`dî, Il Roseto (Golestân), Edizioni Paoline, Cinisello Balsamo (MI) 1991, pp.107-108)