Viaggio nella spiritualità


A partire da una ricerca trasversale in scienza, filosofia e religione, questo saggio offre interessanti stimoli di riflessione sulla spiritualità, sulla sua natura e sulle teorie che nel corso degli anni, ne hanno tratto fondamento. Un percorso che comincia intorno alla metà del secolo scorso, quando le filosofie orientali, cariche di misticismo ed esoterismo, cominciarono ad avere risonanza e ad influenzare il mondo occidentale. Grazie anche a numerosi viaggi compiuti in quel periodo nei luoghi di culto e alle diverse teorie sul misticismo nate nel corso degli anni, il dibattito sulla spiritualità sembra registrare nuovi e sempre più alti picchi di popolarità.
Giovanni Ravani è un filosofo e fisico italiano, impegnato da anni in fisica e astrofisica; contribuisce con pubblicazioni e rassegne specifiche del settore. Dopo l'incontro con personalità del misticismo, si è fortemente impegnato nella ricerca di una teoria unificatrice tra escatologia e scienza in senso lato.


(Giovanni Ravani, La Terza Persona. Viaggio nella spiritualità, Armando Editore, Roma 2012)

Scrive l’Autore:
«Il libro che presento sconfina nella narrazione e umilmente osa abbracciare la poesia. Se si avrà la pazienza di seguire fino all’ultima pagina, se si avrà l’accortezza di comprendere a fondo, ci si accorgerà che ogni passaggio, ogni episodio ed ogni singolo versetto, conducono lungo una direzione univoca: quella della meditazione sull’Eterno e sull’infinito. Coi mezzi della filosofi a, della psicologia, della fisica teorica e della teologia, darò modo di realizzare le risposte ai quesiti esistenziali e prospetterò quella che secondo logica appare decisamente essere la verità ultima, quella sulla creazione e sull’esistenza delle cose.
Vi sono più maniere e discipline per intuire quale sia la vera verità, queste ultime sono note da molti secoli, oppure appartengono alle più recenti scoperte. Sicuramente ognuna di esse, se individualmente elaborata nel modo corretto, può dare esiti notevoli e grande soddisfazione e, personalmente, la strada che ho seguito è solo una fra le tante. Non l’ho seguita in maniera razionale e meditata, non ho dato ascolto a chiare e precise indicazioni fornite a priori da maestri e libri, come se perseguissi una qualche via già tracciata; non mi sono avvalso di uno strumento univoco e preordinato, ma è stato semplicemente un lungo peregrinare nella confusione dello scibile umano e delle esperienze della vita. È stato un percorso molto simile a quello che si compie quando ci si trova perduti e senza bussola in un fitto bosco appenninico, pieno di piccoli sentieri: il più delle volte questi non conducono a nulla e si perdono ulteriormente nella boscaglia.
Solo con il giusto intuito, con il senso dell’orientamento, con la buona volontà e dopo molte e molte fatiche e tanto brancolare nel buio, si può finalmente trovare il senso per la via di uscita. La stesura di questo libro nato per caso mi ha fornito inaspettatamente l’indicazione ultima per il sentiero che mena al di fuori del bosco delle mille domande».