Egli è nel mio cuore


Mi ama chi non è in questo mondo. E al centro della mia cella vedo lui, che è fuori dal mondo. Mi seggo sul mio letto e resto fuori dal mondo. Io lo vedo, però, colui che è eterno, eppure è nato, e parlo con lui e oso dire: amo, perché lui mi ama. Mi nutro di contemplazione, me ne vesto; unito a lui, valico i cieli. E so che questo è vero e certo. Ma dove sia questo corpo, non lo distinguo. So che scende, colui che è immoto. So che viene visto da me colui che, per natura, è invisibile. So che lui, che è molto distante da ogni creatura, mi accoglie in sé e mi nasconde nelle sue braccia e io mi trovo fuori dal mondo intero. Di contro, io, mortale e - nel mondo - uomo di poco conto, contemplo tutt'intero dentro di me il creatore del mondo; e finché sto dentro la vita, accolgo in me tutta la vita che fiorisce e so che non morirò. Egli è nel mio cuore e dimora nel cielo: qui e là io lo vedo nello stesso splendore.

(Simeone il Nuovo Teologo, Dai canti d'amore a Dio, tratto da Martin Buber, Confessioni estatiche, Adelphi, Milano 2010, p. 77)