Soltanto lui nel tuo pensiero

Vuoi sapere chi è un uomo veramente povero? È veramente povero in spirito l’uomo che può rinunciare a quanto non è indispensabile. Perciò colui che era nudo nella botte disse ad Alessandro Magno, che regnava sul mondo intero: «Io sono un signore ben più grande di te, perché disprezzo più cose di quelle che tu possiedi. Ciò che consideri grande possesso, mi sembra perfino troppo piccolo per il mio disprezzo». È molto più felice chi può fare a meno di tutte le cose non dipendendone, che non chi le possiede ma ne dipende. Uomo ottimo è colui che può fare a meno di quanto non è indispensabile. A ciascun uomo Dio dà quel che per lui è meglio. Ciascuno deve avere ciò che è conforme a se stesso. Dio dà a ciascuno quel che più gli è adatto, conoscendo meglio i suoi bisogni. In verità, chi ha fiducia in lui riceve e possiede tanto nella più piccola cosa quanto nella più grande. Qualora Dio volesse darmi ciò che diede a san Paolo, io lo accetterei volentieri, se questo fosse il suo desiderio; dal momento però che non vuole darmelo, giacché soltanto a pochi egli concede di giungere in questa vita a una tale conoscenza, io lo ringrazio nello stesso modo, lo amo nello stesso modo, e sono tanto contento di esserne privato quanto di ottenere ciò, e mi ritengo pago e contento, come se egli mi avesse dispensato quella cosa, sempre che io sia come devo essere.

In verità, deve bastarmi la volontà di Dio: in tutto quel che Dio vuole fare o dare, il suo volere deve essermi tanto caro e prezioso da non contar meno del fatto che egli assegni a me tale dono od operi in me tale cosa. In questo modo mi appartengono tutti i doni e tutte le opere di Dio. In qualunque maniera – ottima o pessima – agiscano le creature, esse non possono sottrarmelo. Come dunque posso lamentarmi, se i doni di tutti gli uomini sono miei? In verità, tanto mi è sufficiente ciò che Dio mi fa o mi dona, o non mi dona, che non pagherei un solo soldo per condurre la miglior vita che io possa immaginare.

Dio volentieri sopporta onta e dispiacere, e volentieri si priva di servizio e lode affinché coloro che lo amano e gli appartengono abbiano in sé la pace. Perché non dovremmo avere l’animo in pace, qualsiasi cosa egli ci doni o neghi? Se accettiamo da Dio, in quanto giusto, ciò che egli ci dà o non ci dà, e lo sopportiamo per amore della giustizia, siamo certamente beati. Per questo non devi lamentarti; semmai devi lamentarti di stare ancora a compiangerti soltanto perché hai troppo. Infatti, colui che ha retto spirito riceve tanto nella miseria quanto nel possesso.

Tu dici: Dio opera cose tanto grandi in molte persone; il loro essere è riplasmato dall’essere di Dio, e così a operare in esse è Dio, non loro. Ringrazia Dio dei doni che fa loro e, se li fa a te, accettali, in nome di Dio. Se poi non te li accorda, fanne volentieri a meno; abbi soltanto lui nel tuo pensiero, e non curarti di sapere se a compiere le tue opere è Dio o sei tu stesso. Bisogna infatti che sia Dio a compierle, se hai soltanto lui nel tuo pensiero – che egli lo voglia o meno.

(tratto da Meister Eckhart, Istruzioni spirituali, n. 22; sta in Dell’uomo nobile (a cura di Marco Vannini), Adelphi, Milano 1999, pp. 112-115)