Seguire lo Spirito

Osserviamo, o frati tutti, il Buon Pastore che, per salvare le sue pecore, ha sopportato il supplizio della croce. Le pecore del Signore lo hanno seguito nella tribolazione e nella persecuzione, nella vergogna e nella fame, nella fragilità e nella tentazione e in tutte le altre cose, e da questo hanno ricevuto da Dio la vita eterna. Noi, servi di Dio, dobbiamo provare una grande vergogna perché i santi hanno operato, mentre noi raccontando le loro opere vogliamo riceverne gloria e onore.

L’apostolo Paolo afferma: la lettera uccide, mentre lo Spirito dà la vita. Sono uccisi dalla lettera quelli che desiderano conoscere solamente le parole, per essere ritenuti più sapienti degli altri e poter guadagnare così grandi ricchezze per darne anche a parenti e amici. Sono uccisi dalla lettera anche quei religiosi che non vogliono seguire lo spirito della Bibbia, ma desiderano piuttosto conoscerne solo le parole e trasmettere ad altri la loro interpretazione. Sono invece resi vivi dallo spirito della Bibbia coloro che non riferiscono alla loro carne ogni lettera che conoscono e desiderano conoscere, ma con la parola e con l’esempio la restituiscono all’altissimo Signore Iddio a cui appartiene ogni bene.

(Francesco d’Assisi, Ammonizioni, 6-7, sta in "La letteratura francescana (Volume I), Francesco e Chiara d’Assisi" (a cura di Claudio Leonardi), Fondazione Lorenzo Valla-Arnoldo Mondadori Editore, Milano 2004, p.89)

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Nota personale:

Francesco d’Assisi non ha scritto molte cose oltre alle Regole dell’ordine dei frati minori, alcune lettere e ammonizioni. Il breve estratto da queste ultime, che nascono sempre a partire dal concetto essenziale dell’umiltà come fondamento della vita (sua e dei frati che lo seguirono), ci sono di istruzione (anzi proprio di “ammonizione”) su come comportarci. Primo insegnamento che mi ha fatto riflettere soprattutto su di me: scrive Francesco che, mentre i santi operano, gli altri raccontano le loro opere. È vero: occorre vivere e non raccontare; seguire per la via dolorosa e non evitarla con sconti o scorciatoie. Lo diceva ai suoi frati ma lo dice ad ognuno di noi: occorre accettare di seguire il Buon Pastore, l’unico vero modello da imitare, seguendolo fin dove è arrivato, accettando, se necessario, anche la vergogna, la fame, la tribolazione.
Secondo insegnamento, che si ricollega anche a quanto affermato da Marco Vannini in un post precedente (http://misticainfo.blogspot.com/2009/06/la-vera-religione.html): occorre sempre seguire lo Spirito più che la lettera. Ciò significa che spesso veneriamo qualcosa che, per quanto importante e valido, come possono essere le Sacre Scritture, la Bibbia, deve essere superato dall’ispirazione dello Spirito. La lettera, se limitata allo studio arido e senza vita, solo per conoscerne le parole e trasmettere ad altri la loro interpretazione e quindi senza una vera esperienza di fede e di apertura allo Spirito, non produce nulla. Per quanto possiamo comprendere molto di quanto ci viene narrato ed esporlo in maniera mirabile, in realtà non sappiamo nulla, siamo come morti. Dobbiamo pertanto vivere nella nostra carne e, attraverso l’esempio, portare agli altri il frutto della nostra comprensione.