La vita vera

L'Uno, essendo immune da alterità, è sempre presente; noi, invece, siamo presso di Lui soltanto quando non ne abbiamo. E non è Lui che tende a noi per attorniarci; ma siamo noi che tendiamo a Lui così da essergli intorno. E sempre siamo intorno a Lui, ma non sempre volgiamo a Lui lo sguardo. Un coro di cantori, pur essendo stretto intorno al corifeo, può voltarsi e guardare al di fuori, ma quando si è nuovamente rivolto a guardare all'interno, allora soltanto canta bene ed è veramente stretto intorno a lui; allo stesso modo anche noi siamo sempre intorno a Lui (se non lo fossimo, saremmo completamente annientati e non esisteremmo più), ma non sempre guardiamo a Lui, ma quando volgiamo a Lui lo sguardo, soltanto allora troviamo in Lui il nostro fine e il nostro riposo e, senza alcun disaccordo, danziamo veramente intorno a Lui una danza ispirata.
In questa danza l'anima contempla la sorgente della vita, la sorgente dell'Intelligenza, il principio dell'essere, la causa del bene, la radice dell'anima: non si vuol dire che queste cose scorrano prima da Lui e poi lo diminuiscano: poiché Egli non è una massa, altrimenti le cose da Lui generate sarebbero corruttibili; invece esse sono eterne perché il loro principio rimane sempre identico senza frantumarsi in esse ma persistendo intero. Perciò anch'esse persistono, come dura la luce del sole finché esso risplende. Di fatto, noi non siamo né scissi né separati da Lui, anche se la natura corporea si è insinuata in noi e ci ha trascinati con sé; anzi, se noi respiriamo e siamo conservati in vita, non è perché Egli ce l'abbia donata una volta e poi si sia ritirato; ma Egli ce la dona perennemente finché è ciò che è.
Noi però esistiamo in grado maggiore quando ci incliniamo verso di Lui, e in Lui sussiste il nostro bene: anche l'esserne lontani vuol dire esistere in grado minore. In Lui l'anima riposa ed è lontana dai mali, poiché è ritornata alla sede pura dai mali, e in Lui pensa ed è libera dalle passioni.
Inoltre, la vita vera è soltanto lassù; poiché la vita attuale senza Dio è una traccia di vita che imita la vita di lassù; mentre la vita di lassù è forza operante dell'Intelligenza; e mediante questa forza essa genera gli dei nel sereno contatto con Lui, genera la bellezza, genera la giustizia e la virtù. Di tutto questo l'anima è incinta quando è stata fecondata da Dio; e questa maternità è per essa principio e fine: è principio, perché deriva da lassù; è fine, perché il Bene è lassù e, una volta che essa vi sia giunta, diventa ancora "quello che era".

(Plotino, Enneadi, VI, 9, 8-9, a cura di Giuseppe Faggin, Rusconi, Milano 1992)