Un'altra strada

E vi è, infine, un’altra strada per cercare Dio: essa è dentro di te ed è la via che cancella ogni cosa che sia delimitata. Quando l’artefice cerca, nella massa di legno, l’immagine del re, rimuove tutte le immagini determinate diversamente da quell’immagine in particolare. Vede infatti nel legno, mediante un’idea di pura fede, il volto che cerca di intuire, come se fosse lì presente, per l’occhio corporeo. Si tratta, per l’occhio, di un’immagine che esisterà solo nel futuro; ma per la mente tale immagine esiste già nel presente come concetto formulato dall’intelletto mediante la fede.

Quando perciò pensi che Dio sia migliore di quanto possa essere pensato, rimuovi tutte le cose limitate e contratte. Rimuovi il corpo, dicendo che Dio non è corpo, ovvero qualcosa di limitato per quantità, luogo, figura, posizione. Rimuovi i sensi, che sono anch’essi limitati: non puoi vedere attraverso un monte, nelle viscere della terra, nella luminosità del sole, e ciò vale anche per l’udito e per gli altri sensi. Ciascuno di essi è limitato nella potenza e nella virtù. Dunque, i sensi non sono Dio. Rimuovi il senso comune, la fantasia e l’immaginazione, perché non oltrepassano la natura corporea. L’immaginazione non è in grado di cogliere il non-corporeo. Rimuovi la ragione; anch’essa è spesso manchevole e non afferra ogni cosa. Vorresti sapere perché questo è un uomo, quella una pietra; ma non sei in grado di cogliere nessuna delle ragioni delle opere di Dio. Piccola è, in effetti, la virtù della ragione, e dunque Dio non è la ragione. Rimuovi l’intelletto, perché anche l’intelletto è limitato nella sua virtù nonostante abbracci tutte le cose. Non è in grado di cogliere perfettamente, nella sua purezza, la quiddità di alcunché ed è consapevole, inoltre, che quel che apprende potrebbe essere appreso in modo più perfetto. Dio non è pertanto l’intelletto. Anche se cerchi oltre, non scopri in te nulla di simile a Dio e affermi perciò che egli è al di sopra di tutte queste cose, in quanto causa, principio e lume della vita della tua anima intellettiva.

Sarai infine lieto di aver trovato Dio al di là di ogni tua intimità, come sorgente del bene dalla quale scorre fino a te tutto quanto possiedi. Volgiti a Dio, entrando in te stesso di giorno in giorno più profondamente e abbandonando tutte le cose che esistono all’esterno, in modo da giungere a lui per quella strada per la quale lo si trova e coglie in verità. Che ciò venga concesso sia a te che a me da colui che, benedetto nei secoli, fa generosamente dono di sé a coloro che lo amano.

(Niccolò Cusano, Il Dio nascosto, Laterza, Bari 2004)