Meditazione e amore

L’isolamento non può creare l’amore, crea il bisogno. L’amore non è un bisogno! Cos’è l’amore? L’amore è un lusso e scaturisce dalla solitudine. Quando sei terribilmente solo, felice, gioioso e con un animo in celebrazione, in te si accumula un’energia immensa. Non hai bisogno di nessuno. In quello stato, l’energia è tale e tanta che vorresti condividerla, per cui inizi a donarla. La doni perché hai tantissimo, dai senza chiedere in cambio: quello è amore.


Pochissime persone realizzano l’amore e sono persone che, prima, hanno realizzato la solitudine. E quando sei solo, la meditazione accade in modo naturale, semplice e spontaneo. In quel caso è sufficiente che ti sieda in silenzio, senza fare nulla e sei in meditazione. Non hai bisogno di ripetere un mantra o di cantare stupide litanie. Stai semplicemente seduto, oppure cammini, oppure fai le tue cose e la meditazione arriva, simile ad un’atmosfera che ti circonda, come una nuvola bianca che ti avvolge. Sei soffuso di luce, vi sei immerso, sei inondato dalla luce e quella freschezza continua a sorgere in te. In quello stato cominci a condividere, cos’altro potresti fare?


Quando nel tuo cuore nasce un canto, devi cantare. Quando nel tuo cuore nasce l’amore – l’amore è un derivato della solitudine – devi inondare gli altri. Quando la nuvola è piena di pioggia, deve scaricarsi; quando il fiore è colmo di fragranza, deve diffonderla nel vento. La fragranza si diffonde, senza avere una direzione, non è orientata verso qualcuno; il fiore non aspetta per chiedere: Cosa riceverò in cambio? Il fiore è felice che il vento abbia avuto la gentilezza di sollevarlo dal peso del suo profumo. Questo è vero amore, e in questo caso non esiste alcuna possessività. Questa è vera meditazione, priva di qualsiasi sforzo.

(Osho, La luce nell’abisso, tratta dall’opera complessiva: I libri del Fiore d’oro, Bompiani, Milano 2007, p. 648)