Col proprio sangue

Dire è confessarsi, è donarsi; scrivere è liberarsi. Io non posso non scrivere. Anche se a leggere quanto è già stato scritto, di ben pochi, di pochissimi si potrà dire: ecco, costui ha scritto una verità che non era mai stata detta da alcuno. Ma ciò che importa, nello scrivere, non è questo. Scrivere è intingere la penna nel proprio sangue per dire a te stesso ciò che Lui, l'Amico, ha pensato di te, ciò che egli ha fatto e continua a fare di te: e quanto tu sia refrattario o disponibile alla grande opera comune.

(David Maria Turoldo, Il dramma è Dio, p. 12)