Diventare nulla


"Il giusto vive nell'eterno" (Sapienza 5,16).

Un uomo giusto è quello conformato e trasformato nella giustizia. Il giusto vive in Dio e Dio vive in lui, quando Dio viene generato nel giusto e il giusto in Dio. Infatti da ogni virtù del giusto Dio viene generato e rallegrato. E non solo da ogni virtù ma da ogni opera, per quanto piccola, compiuta dal giusto nella giustizia: da essa Dio è rallegrato, anzi, pervaso di gioia, dato che niente resta nel suo fondo che non frema di gioia. La gente rozza deve crederlo, ma le persone illuminate devono saperlo.
Il giusto non cerca niente con le sue opere. Infatti chi cerca qualcosa con le proprie opere, o chi agisce per un perché, è un servo e un mercenario. Se vuoi dunque essere conformato e trasformato nella giustizia, non cercare niente con le tue opere e non aver di mira alcun perché, né nel tempo né nell'eternità, né in ricompensa né in beatitudine, né in questo né in quello, perché tali opere sono davvero tutte morte. Sì, anche se prendi Dio come fine, tutte le opere che puoi compiere per quel fine sono morte, e così corrompi le opere buone. Se vuoi, dunque, vivere e vuoi che vivano le tue opere, devi essere morto e diventato nulla per tutte le cose. E' proprio della creatura fare qualcosa da qualcosa, ma è proprio di Dio fare qualcosa dal nulla. Se, dunque, Dio deve compiere qualcosa in te o con te, devi prima esser diventato nulla. Perciò scendi nel tuo fondo e opera là: le opere compiute là sono tutte vive. Perciò il sapiente dice: "Il giusto vive". Infatti in quanto è giusto, opera, e le sue opere vivono.

(Meister Eckhart, Sermoni, n.39, "Il giusto vivrà in eterno")