5 gennaio 2014

Non sfuggiremo all'amore

 
 
Per chi ama, la separazione è il male estremo specie se può diventare eterna. Il dolore fisico è una bazzecola in confronto. Che importa soffrire un po’? Ciò che conta è tornare e restare assieme per sempre.
Interrogate chi sa amare, chi non è più capace di vivere dopo la separazione da suo figlio, chi è spezzato in due per la scomparsa della mamma, chi si butta giù da un ponte dopo la morte della fidanzata, chi è capace di attendere tutta la sua vita il ritorno del marito esiliato, imprigionato.
Domandate a costoro... se volete capire cosa sia l’amore e cosa sia l’angoscia provocata da tale amore quando esso viene deluso, separato, spezzato!
E che cos’ è tutto questo a paragone dell’amore di Dio?
Lui che per amore ha consegnato suo figlio alla morte per salvare noi dalla morte?
Sì, diciamo sempre “Dio è amore”, ma è tanto difficile capire la portata di una tale affermazione! Ed è proprio perché ci mancano i termini di questo problema che non comprendiamo le cose di Dio.
Come capire la parola “inferno”, la parola “paradiso” senza partire dalla profondità di questo mistero dell’amore di Dio?
Tentiamo di salvarci con qualche paragone, ma essi valgono per quel che valgono e non giungono mai ad esprimere la pienezza contenuta nel mistero.
È certa una cosa; quando ho amato, veramente amato, ho capito che il male, il vero male sta nella separazione. La separazione è insopportabile per chi ama. lo quando penso di essere separato e di una separazione eterna dalla persona più amata perdo la testa. Provate a pensarci e concretamente.
La mamma separata dal bimbo
lo sposo dalla sposa 
l’amico dall’amico
il figlio dal padre
e... per sempre.
Questo sì che è insopportabile. Un treno mi passa sul corpo e mi taglia in due. Ma cos’è che è stato tagliato? Il mio corpo o la mia vita? Una combinazione chimica o la mia luce? Un agglomerato di cellule o il mio Amore? 
No, nessuno può tagliare la mia vita che è eterna. Nessuno può tagliare la mia luce che continua a sussistere. Nessuno può tagliare il mio Amore. Noi siamo eterni, non possiamo più morire perché siamo innestati nella Vita eterna che è Dio. Noi siamo innestati nella luce che è il Cristo. Noi siamo uniti all’Amore che è lo Spirito Santo. E nessuno può tagliare in due lo Spirito Santo. Questa partecipazione alla vita divina nessuno ce la può togliere.
Ma ciò che nessuno può togliere, ciò che nessun treno può tagliare io lo posso togliere, io lo posso tagliare con la mia volontà. lo mi posso staccare da Dio e questa è la mia vera morte.
Staccandomi dalla vita che è Dio 
staccandomi dalla Verità che è Dio 
staccandomi dall’Amore che è Dio
mi stacco da Dio
ed entro nella “non vita”
nelle tenebre, nell’odio.
A Dio che non vuole una cosa così orrenda resta il potere di avvertirmi. E mi avverte. E mi avverte col dolore. È strano che gli uomini non vedano questo e che contestino il dolore come cosa irrazionale, come cosa inverosimile per un Dio che è amore. Si è che essi non amano e non possono capire. Se amassero sfodererebbero anche essi le loro armi per fare in modo che il figlio torni a casa e la sposa rimanga per sempre con lo sposo.
No, non temete il dolore, temete ciò che indica. Non temete la morte fisica che non esiste, temete la morte eterna che la morte fisica indica. Quella sì temete, direbbe Francesco! E sappiate che Dio ha fatto il dolore e la morte così orribili proprio per dirci che il vero dolore della separazione è orribile e che la vera morte – la seconda – è più orribile ancora.
Lo so che hai una domanda da farmi, la conosco.
Vuoi sapere il perché del dolore degli innocenti, il significato della sofferenza dei poveri, il perché della morte del Giusto. Non lo sapevo il perché. Quando ho conosciuto il Cristo me l’ha spiegato Lui. Domandaglielo stasera: Lui te lo dirà.
E forse ti aggiungerà una frase che mi ha dato tanta speranza quando mi volle spiegare la salvezza universale, dovuta proprio alla vocazione che ha qualcuno di pagare per tutti.
“Non sfuggirete all’amore”.
Se nel Regno chiederemo agli innocenti che hanno sofferto per i peccatori, ai poveri che hanno pagato per i ricchi, ai torturati che hanno versato sangue per i prepotenti, se è stato giusto o sbagliato pagare così caro, ci sentiremo rispondere: “È stato necessario perché nessuno sfuggisse all’Amore”.
 
(tratto da: Carlo Carretto, Il deserto nella città)