25 dicembre 2010

La luce che è nel mondo

Ci fu un uomo. E come poteva quest’uomo dire la verità parlando di Dio? Fu mandato da Dio. Come si chiamava? Il suo nome era Giovanni. A quale scopo egli venne? Egli venne come testimone, per rendere testimonianza alla luce, affinché tutti credessero per mezzo suo (Gv 1, 7). Perché dunque è venuto? Per rendere testimonianza alla luce. Perché occorreva questa testimonianza? Affinché per mezzo suo tutti credessero. E a quale luce egli è venuto a rendere testimonianza? C’era la luce vera. Perché l’evangelista aggiunge vera? Perché anche l’uomo che è illuminato può essere chiamato luce, ma la vera luce è quella che illumina.
Egli veniva in soccorso degli spiriti deboli, dei cuori feriti, per curare la vista malata dell’anima. Per questo veniva. (…) Se l’uomo non si fosse allontanato da Dio, non avrebbe avuto bisogno d’essere illuminato: dovette esserlo, perché si era allontanato da chi poteva sempre illuminarlo.

Ma allora se è venuto, dove era? In questo mondo era. C’era e c’è venuto: c’era in quanto Dio, c’è venuto in quanto uomo; perché, pur essendo qui in quanto Dio, non poteva essere visto dagli stolti, dai ciechi, dagli iniqui. Gli iniqui sono le tenebre di cui è stato detto: La luce risplende nelle tenebre, ma le tenebre non l’hanno compresa. Ecco, egli è qui anche adesso, c’era, e ci sarà sempre: mai si allontana da nessun posto. Affinché tu possa vedere colui che mai si è allontanato da te, è necessario che tu non ti allontani mai da chi è presente dovunque: non abbandonarlo mai e non sarai abbandonato. Cerca di non cadere e per te la luce non tramonterà mai. Se cadi, egli per te tramonta: ma se rimani in piedi, egli sta di fronte a te. Tu, però, non sei rimasto in piedi: ricordati da dove sei caduto, da quale altezza ti ha precipitato chi cadde prima di te. Ti ha fatto precipitare, non con la forza o con l’istigazione, ma col tuo consenso. Se infatti tu non avessi consentito al male, saresti rimasto in piedi, saresti ancora nella luce. Ora però, poiché sei caduto e sei ferito al cuore, che solo è capace di vedere quella luce, essa è venuta a te quale tu potevi vederla.

(Agostino, dal "Commento al Vangelo di Giovanni" 2, 5-8)