10 settembre 2009

Paradossi di Sebastian Franck

E' appena uscito il libro di Sebastian Franck, Paradossi, Morcelliana, Brescia 2009, p. 434, curato da Marco Vannini. Ne dò un semplice annuncio riservandomi di ritornarci sopra in seguito. Sebastian Franck nasce nel 1499 al confine tra Svevia e Baviera. Studia all'Università di Ingolstadt ricevendone il baccalaureus in artibus. Per studiare teologia, si trasferisce ad Heidelberg dove esisteva il collegio di Betlemme dei domenicani aggregato a quell'università. Qui fa il suo primo incontro con le opere dei maestri medioevali tedeschi domenicani (Eckhart e Taulero). Ordinato sacerdote della diocesi di Augusta, diviene predicatore evangelico vicino a Norimberga. Qui nel 1528, si unisce in matrimonio a Ottilie Beheim ed inizia la sua opera letteraria, traducendo anche in tedesco altri testi. Nel 1531 Franck pubblica la sua opera Chronica, Zeitbuch vnd Geschichtbibel. Qui rivendica per tutti il diritto al libero pensiero in materia di fede e di politica e pone accanto all'autorità della Bibbia quella della storia (da qui il titolo provocatorio Geschichtbibel = Bibbia storica).
Da quel momento è fatto oggetto di persecuzione da più parti. Nella lettera scritta nel 1531 a Giovanni Campano, anabattista, Franck afferma che «dopo la morte degli apostoli non è più esistita una vera Chiesa, e da allora tutto si è pervertito. Ora la Chiesa esiste solo secondo lo spirito, che è poi la sua forma di esistenza autentica, per cui è inutile pensare a un ripristino della sua forma esteriore. Fino al momento in cui Cristo tornerà a radunare la sua Chiesa, i veri fedeli - ossia coloro che hanno esperienza della parola - vivranno sparsi per il mondo, senza istituzioni né riconoscimenti esteriori, "perché Dio non distingue tra gli uomini, ma è Dio tanto dei greci quanto dei turchi e dei barbari, dei signori e dei servi, a condizione che conservino la luce che è stata impressa in loro e che dona ai loro cuori un lume eterno"».

Muore e Basilea, dopo alcuni anni di tranquillità, nell'ottobre del 1542.

Il libro dei Paradoxa è costituito da una serie di affermazioni che sono "certamente vere, ma che il mondo e ciò che vive secondo il mondo non ritengono affatto vere". I titoli dei Paradossi derivano dalla Bibbia, dal pensiero filosofico classico, dalla Teologia Tedesca e dall'umanesimo del suo tempo (Erasmo).